Vita meridionale (breve recensione)

by storiapolitica
Vita meridionale (breve recensione)

R. Ciccone (a cura di), Vita meridionale, Pref. di S. Cassese, Aras,Fano,2020

Vita meridionale, volume curato dallo studioso Raffaele Ciccone e edito da Aras edizioni, fa parte della collana gobettiana diretta da Pietro Polito, direttore del Centro Studi Piero Gobetti, in cui era già stato pubblicato nel 2015 il libro Appello ai meridionali e altri scritti di Guido Dorso e curato da Raffaele Molisse.

Guido Dorso

Il meridionalismo, tema centrale del libro,  è stato già molto trattato in diversi libri e convegni, ma in questo volume sono raccolti gli articoli apparsi nella rubrica Vita meridionale curata dall’importante meridionalista Guido Dorso nella rivista Rivoluzione Liberale del giovane intellettuale ed editore torinese Piero Gobetti. I primi contributi della rubrica vennero pubblicati alla fine  del 1924 e terminarono nel novembre del 1925.

Il tema della questione meridionale affrontato nella rubrica, è uno dei problemi irrisolti della storia dell’Italia contemporanea e l’argomento era già stato molto discusso  da importi intellettuali quando Gobetti decise di pubblicare Vita meridionale nella rivista.

Gobetti affrontò la tematica meridionalista già nella prima esperienza editoriale Energie nove con quattro articoli apparsi nel 1919 scritti da Giuseppe Stolfi che cercavano di offrire un quadro sintetico delle questioni connesse a quella meridionale.

La pubblicazione di questi articoli nella prima rivista di Gobetti, non è casuale se si pensa all’influenza di Salvemini sull’intellettuale torinese che nel numero di Energie nove in cui viene pubblicato il primo articolo di Giuseppe Stolfi, Gobetti pubblicò un articolo dal titolo salveminiano come Giolitti, giolittismo antigiolittismo.

I temi del libro

La rubrica «Vita Meridionale» raccoglie articoli con punti di vista e proposte diverse rappresentando una sintesi delle diverse idee di meridionalismo. Gli autori di questi articoli sono i meridionalisti più importanti del periodo; infatti, oltre agli articoli di Dorso troviamo  interventi di Tommaso Fiore, Giovanni Carano-Donvito e Giuseppe Gangale.

L’obiettivo della rubrica era quello di fondare un nuovo tipo di meridionalismo che si poneva nuove domande come se nel sud potesse nascere una nuova classe dirigente e sefosse  possibile un riscatto morale scommettendo sulle proprie risorse intellettuali e morali.

Gli argomenti trattati dai diversi intellettuali sono i più diversi dal paesaggio pugliese, ai miglioramenti da apportare all’agricoltura meridionale e la valutazione delle strade calabresi. Queste e analisi fanno emergere le diverse cause del ritardo meridionale come: i fattori territoriali, le politiche fiscali, doganali e fattori sociali.

L’idea di Gobetti su questa rubrica era anche quella di ampliarla cercando di arricchirla con testimonianze tratte dalle comunità locali, inchieste e dati su questa sua idea  scrisse una lettera il 12 gennaio del 1925[1]  a Tommaso Fiore. Pochi mesi più tardi l’11 novembre 1925 la censura impose la chiusura di «La Rivoluzione Meridionale»e non ci fu quindi il tempo di arricchire la rubrica di questi contributi


[1] P. Polito (a cura di), Piero Gobetti egli intellettuali del Sud, Bibliopolis, Roma 1995 p. 329