Pci il centenario: Intervista a Donald Sassoon

by storiapolitica
Pci il centenario: Intervista a Donald Sassoon

La settima intervista dell’approfondimento sul centenario del Pci è al professor Donald Sassoon professore emerito di Storia Europea Comparata alla Queen Mary University of London.

Le sue pubblicazioni più recenti sono Sintomi Morbosi (Garzanti, 2019) e L’alba della contemporaneità (Padova University Press, 2019).

Il Psi inizialmente aderì alla Terza internazionale, quali furono le principali motivazioni?

C’era un’ importante componente  del Psi che  era per la tradizione massimalista e voleva far parte di quella che era considerata la prima grande rivoluzione socialista, il partito stesso era diviso in diverse fazioni ed erano quattro: quella di Serrati, quella riformista di Turati, il gruppo di Bordiga  che  era il più intransigente e che sarebbe diventato  il nucleo del Pcd’i e il gruppo dell’Ordine Nuovo.

Abbiamo delle divisioni profonde nella sinistra italiana. Divisioni che poi continueranno perché la sinistra italiana,  tra le sinistre in Europa è quella che si è frazionata di più. Anche dopo la Seconda guerra mondiale c’è  il partito socialista, il partito socialdemocratico e il partito comunista.

Più i là anche il partito comunista  ha avuto piccole scissioni comunque la sinistra italiana è sempre stata frastagliata, ma bisogna aggiungere che ciò è dovuto anche al sistema elettorale che facilita queste scissioni.

Il partito Labourista inglese ad esempio non si è quasi mai scisso  c’è stata una scissione negli  anni ’70, ma non di grande importanza  perché con il sistema elettorale inglese è difficilissimo per un terzo partito riuscire ad ottenere un peso determinante nella formazione del governo.

In che modo il gruppo di Ordine Nuovo contribuì alla nascita del Pcd’i Quali erano le differenze rispetto alle idee di Bordiga?

All’inizio non c’erano molte differenze, malgrado una tradizione che cerca di trovare delle differenze profonde. Le differenze vere e proprie si manifestano più in avanti con le tesi di Lione promosse da Gramsci e da Togliatti, ma anche in queste tesi di Lione c’è una sottovalutazione che può sembrare strana oggi che è quella del fascismo, ma questa sottovalutazione era generale nell’Italia del periodo di Giolitt e di Gobetti. Non si era capito bene che cosa voleva dire il fascismo e Mussolini è una delle motivazioni e delle ragioni per il quale all’inizio fu sostenuto dai liberali perché pensavano di poterlo controllare, invece come poi si è visto nessuno è riuscito a controllarlo.

Un evento come la scissione e il congresso di Livorno sono successi anche all’interno di altri partiti socialisti europei? Quali sono gli aspetti caratteristici di quello che è successo in Italia?

Tutti i partiti socialisti si sono scissi. Di solito i comunisti erano una minoranza, l’unica eccezione era il partito comunista francese  dove la maggioranza dal punto di vista tecnico e per il numero degli iscritti  fu dalla parte del nuovo partito comunista, se no tutte le scissioni furono minoritarie. In Gran Bretagna non fu il Labour Party a scindersi, ma un partito che emerse dalle ceneri della Prima guerra mondiale  autonomamente dal Labour Party. Il Labour Party è uno dei pochi partiti socialisti d’Europa che non aveva una tradizione marxista, mentre tutti gli altri facevano parte più o meno  della seconda internazionale e dunque si dichiaravano marxisti.

Comunque tutte queste scissioni  sono andate nel nulla perché mentre quando è scoppiata la rivoluzione d’Ottobre, la rivoluzione comunista sembrava possibile e questo era solo l’inizio di una serie di rivoluzioni in tutta l’Europa, ma già nel 1921-22 eravamo arrivati ad una situazione dove  tutti i tentativi di rivoluzione comunista erano stati sconfitti o dai socialisti come è successo in Germania con la morte di Rosa Luxemburg. Anche in Italia le speranze del biennio rosso erano già sfumate quando si forma il Partito comunista. Quindi possiamo dire con una certasicurezza che in tutta Europa il comunismo già nel 1921-22 non esiste più come forza significativa, rinasce un po’ in Francia e in Germania alla fine degli anni ’20 e all’inizio degli anni ’30, poi in Germania schiacciato dal Nazismo in Francia sopravvive, ma come forza minoritaria i socialisti sono sempre più forti dei comunisti  così come sono in Spagna. Bisogna aggiungere che i comunisti hanno avuto bisogno della guerra, senza la guerra non ci sarebbe stata la  rivoluzione d’Ottobre e senza  la seconda guerra mondiale non ci sarebbe stata l’estensione del comunismo nell’Europa orientale, e senza la guerra non ci sarebbero stati i risultati abbastanza buoni  ottenuti da i comunisti francesi e italiani dopo la Seconda guerra mondiale per via della resistenza della lotta armata. C’è stato sempre stato una sorta di connubio tra la guerra e il comunismo, anche in altri paesi:  il Partito comunista cinese  fu distrutto Chiang Kai- Schek negli anni ’20 e rinasce dopo  la lunga marcia, soprattutto quando diventa una forza patriottica contro l’invasione dei giapponesi e poi nella seconda guerra mondiale contro i giapponesi e poi durante la guerra civile  dove vincono contro Chiang Kai- Schek. Perfino a Cuba c’è prima una guerriglia, Castro diventa il leader, ma non  come comunista divenne comunista dopo  e senza la guerriglia da lui condotta  non ci sarebbe stato il comunismo. Non ci son esempi seri  di trasformazione comunista in nessun paese al mondo dal punto di vista elettorale. Tra l’altro non c’è mai stata  una rivoluzione anticapitalista nel mondo, tutte le rivoluzioni  che ci sono state  sono state  erano rivoluzioni anticoloniali se vogliamo, o come quella americana o quella francese  rivoluzioni che si potrebbero  definire borghesi, ma il socialismo all’epoca non esisteva neanche. I paesi capitalisti non hanno mai avuto una rivoluzione armata.

Quale idea di partito c’era a Livorno nel 1921?

L’unica idea che c’era del partito nel 1921 a Livorno era il partito leninista quindi un’ organizzazione piccola forte centralizzata, un po’ con aspetti militari sul modello del partito di Lenin. Il problema  che la terza internazionale di Lenin ha dovuto subito affrontare quando hanno posto le famose 21 condizioni per fare parte della terza internazionale. La quindicesima condizione era contraddittoria perché da una lato diceva dovete sottoporre il nuovo programma all’internazionale  comunista per vedere se vi accettiamo o no, ma nello stesso tempo questo programma deve essere adattato alle condizioni particolari del vostro paese. Quindi  c’era sempre il problema se dobbiamo obbedire ad un centro mondiale  Mosca, o dobbiamo adattare le idee alle condizioni particolari del proprio paese. Questa contraddizione continua ed ha una grandissima importanza perchè il partito comunista non contava assolutamente nulla dopo il congresso di Livorno e perfino i socialisti non erano molto forti, quelli che contavano erano i fascisti e i liberali dopi il 1921 e dopo il 1926 ormai il partito fascista aveva conquistato lo stato.

Quali sono alcuni aspetti che secondo lei andrebbero approfonditi in occasione di questo centenario sulla nascita del Pci?

Ci sono stati centinaia di studi sul Parttito comunista e sulla sua fondazione, un numero enorme sono stati  gli  studi di Spriano che poi sono stati continuati da altri. Non credo che ci sarà molto da aggiungere fino ad oggi. Io insisterei un po’ di po’ di più sul nesso Comunismo guerra questo si.

Sto facendo uno studio comparato sulle grandi rivoluzioni moderne e cioè iniziando dalla guerra civile inglese, la rivoluzione americana o se vogliamo l’indipendenza americana che è la prima rivoluzione anticoloniale fatta dai coloni contro la madre patria, la rivoluzione francese che ha avuto un seguito universale molto più grande di quella americana e infinitamente di più di quella Inglese. Nessuna di queste tre rivoluzioni quella inglese, quella americana e quella francese avevano avuto come causa determinante  una elemento esterno la rivoluzione.

Quella inglese aveva riguardato una questione di tasse tra il parlamento e il monarca, la rivoluzione americana No taxation without representation era dovuta ad una questione di tasse e anche quella francese, infatti il re convoca  gli Stati Generali per imporre nuove tasse alla borghesia.

Nella rivoluzione Russa invece le tasse non c ‘entrano la rivoluzione russa comincia perché c’è una guerra che i russi non stanno vincendo, ma stanno pagando un prezzo molto più alto perfino dei francesi e degli inglesi e poi  a seguito di questo  c’è il movimento comunista internazionale che in un certo senso dovrebbe essere la continuazione delle divisioni che c’erano già all’interno del movimento socialista, ma l’aspetto paradossale è che le grandi divisioni prima della prima guerra mondiale erano quelle tipo Bernstein contro Kautsky  tra chi diceva che il programma conta fino ad un certo punto  quello che conta veramente è il movimento una serie di riforme e  Kautsky che aspettava l’ora X. Questa era la divisone prima della prima guerra mondiale. Quando scoppia la prima guerra mondiale Kautsky e Bernstein son d’accordo  nel dire che la guerra è meglio non farla sono contrari sono antinterventisti, mentre la maggioranza dei socialdemocratici tedeschi sono per la guerra come quelli in Francia. Il partito socialista italiano è spaccato con una minoranza  con Mussolini  che sono i soli interventisti. Dunque la guerra è fondamentale nella costruzione del  comunismo e la fine del Partito comunista italiano lo possiamo dire ora che sono passati cent’anni, ma il partito non c’è più da una trentina d’anni e la motivazione è dovuta anche questa a cause esterne. Il Pci è morto  non perché la gente ha smesso di votare il Pci, ma perché il comunismo a cominciare dall’ Unione sovietica  si è disfatto è morto, ha dato le dimissioni se vogliamo in questo senso e dunque tutto l’itinerario di un partito molto italiano quello di Togliatti, molto radicato nella cultura italiana nella tradizione italiana era il partito meno sovietico tra i partiti comunisti  in Europa occidentale all’epoca, ma anche questo partito ha subito le conseguenze  di un fatto esterno.

Questo non succede per  molto spesso, succede in modo molto molto raro nella storia. Ad esempio la Democrazia Cristiana sparisce anch’essa, ma per cause interne come tangentopoli e la corruzione. Si potrebbe dire che la fine della Guerra Fredda rende  la Dc meno importante però la fine della Guerra Fredda  fa continuare tranquillamente in Francia i gollisti , i conservatori in Inghilterra, la socialdemocrazia in Germania gli altri partiti continuano in un modo o nell’altro. In Italia le conseguenze sono per i comunisti, non sono imposte dall’estero perché potevano continuare come hanno fatto i francesi che però sono spariti anche loro.