La Grande Divergenza di Kenneth Pomeranz

La Grande Divergenza di Kenneth Pomeranz

Kenneth Pomeranz

Kenneth Pomeranz è nato il 4 settembre del 1948 ed è uno storico di origini polacche appassionato della Cina, noto per essere l’autore del libro La Grande Divergenza. La Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna.

A seguito del successo ottenuto dal libro, Pomeranz a soli quarantaquattro anni è uno degli storici più giovani a ottenere ben due premi, tra cui il Fairbank Prize dell’Associazione di Storia Americana come merito per aver svolto il più eccezionale lavoro della storia dell’Asia dell’Est.

È uno degli esponenti della Scuola di California ed è stato co-fondatore redattore del Journal of Global History, che ha iniziato la pubblicazione nel 2006, oltre ad essere attivo in diverse altre riviste di confine (come History Compass, per il quale ha servito come primo editore dell’Asia orientale), e ha co-fondato la serie di storia mondiale dell’Università della California Press.

Kenneth Pomeranz ha scritto molto su ciò che la storia mondiale può e non può fare come campo di studi, sostenendo un approccio storico che, quando si adattava all’argomento, potrebbe ampliare e arricchire le conoscenze delle preoccupazioni locali o provinciali del fenomeno.

L’interesse per la Cina matura in un periodo ben specifico nella vita di Kenneth Pomeranz, quando da studente ha l’opportunità di frequentare il suo primo seminario sulla Cina, condotto dal professore Sherman Cochran.

Inizia così un percorso alla scoperta di un mondo radicalmente differente da tutto ciò che aveva conosciuto fino a quel momento.[1] Questo percorso lo porterà a scrivere libro La Grande Divergenza. La Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna che diventerà la pietra angolare della sua carriera. 

“La Grande Divergenza. La Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna”

La Grande divergenza: la Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna di Kenneth Pomeranz è uno dei più prestigiosi contributi dati alla storia globale sull’origine dell’economia mondiale moderna, classificato come uno dei più significativi volumi di storia usciti nel nuovo millennio suscitando un grande ed intenso dibattito storico subito dopo la sua pubblicazione. La novità è nella tesi che accomuna molti studiosi della Scuola di California e cioè che l’Asia (the Rest) era economicamente sviluppata come l’Europa prima della Rivoluzione Industriale.

Pomeranz si è interrogato innanzitutto sul passato cinese delineando i modelli di sviluppo economico, i cambiamenti ambientali, la formazione dello stato e la struttura sociale di lunga data in Cina. Restringe il campo di ricerca su un’area della Cina rurale che è il Delta dello Yangzi. A quei tempi l’Inghilterra stava riscuotendo il successo della Rivoluzione Industriale che, secondo la teoria di Pomeranz è stato frutto solo di “bizzarri incidenti” senza dei quali ci sarebbero state le stesse probabilità che si verificasse in Cina. L’Asia era dunque economicamente sviluppata come l’Europa prima della Rivoluzione Industriale.

il libro la Grande divergenza di

Il libro è diviso in tre parti nel seguente modo:

La prima parte mette in discussione l’assunto che l’Europa avesse un significativo vantaggio economico endogeno prima del 1800 e propone invece un quadro di forti somiglianze fra le regioni più densamente popolate della Cina e dell’Europa caratterizzate da un’economia di scambio del Vecchio Mondo.[2]

Sotto molti altri aspetti Cina ed Europa continuavano ad avere delle tendenze simili e nella seconda parte del libro l’autore inizia a delineare alcune differenze visibili riscontrabili nei comportamenti dei consumatori, alcuni di questi comportamenti favorirono l’Europa e sembravano essere stati fortemente influenzati e indirizzati da elementi che provenivano da paesi extraeuropei, ovvero dal Nuovo Mondo.

La seconda parte del libro, dunque, si concentra sulla domanda di consumo e il ruolo che le istituzioni hanno avuto nella visione d’insieme della grande divergenza.

La terza e ultima parte, invece, si apre ancora con una comparazione e mostra come qualsiasi vantaggio dell’Europa – derivante da un capitalismo più sviluppato, dai vincoli istituzionali a un uso intensivo della terra o anche da innovazioni tecnologiche – non era neppure lontanamente in grado di risolvere il problema posto dai vincoli ecologici esistenti in Europa, come in altre regioni del Nuovo Mondo, vengono esaminati più nel dettaglio le dinamiche che hanno favorito l’Europa occidentale nel processo verso la rivoluzione industriale.[3]

Problemi di comparazione?

Nella rivista The Journal of Asian Studies viene pubblicato a maggio 2002 un articolo di Philip C.C. Huang contenente una nota critica al lavoro di Pomeranz.[4]

Per capire effettivamente dove le tesi di Pomeranz siano solide o deboli P. Huang decide di concentrarsi sulle argomentazioni empiriche fondamentali sull’Inghilterra e sul Delta dello Yangzi. Mette in evidenza che Pomeranz non considera la rivoluzione agricola inglese (1700-1800) mentre nel 1800 nel Delta dello Yangzi si metteva solo a coltura la terra, in Inghilterra si praticava sia la coltura che l’allevamento di bestiame (carne, latte formaggio). La tesi di Pomeranz ha anche un altro difetto perché non discute le differenze fra l’intensità di lavoro, la dimensione agricola e i terreni agricoli pro capite.

Secondo la critica mossa da P.Huang, K. Pomeranz ha sbagliato a dire che era solo il carbone che supporta la rivoluzione. In conclusione Huang ritiene che Pomeranz abbia dato un contributo utile ma:

“Resta ironico il fatto che Pomeranz avrebbe dovuto scegliere di utilizzare un confronto tra la Gran Bretagna del 1800 e il Delta Yangzi per ancorare la sua argomentazione che non ci sono state differenze economiche tra Europa e Cina fino a dopo il 1800”. l’Inghilterra e il Delta Yangzi nel XVIII secolo erano in realtà due poli opposti e non godevano di “sorprendenti somiglianze”. Secondo le stime di P. Huang

In conclusione

Secondo l’autore:

“Le moderne scienze sociali si sono in gran parte sviluppate […] per capire che cosa abbia reso

unico il percorso di sviluppo europeo. Tutti questi sforzi non sono però sfociati in un’interpretazione complessiva in grado di riscuotere il consenso generale. La maggior parte della letteratura sull’argomento si è concentrata sull’Europa nel tentativo di spiegare il suo precoce sviluppo industriale”[5]

I confronti con altre parti del mondo sono stati in genere utilizzati per mostrare l’unicità dell’Europa sotto l’aurea dell’eccezionalità europea ignorando l’eccezionalità del colpo di fortuna rappresentato dal Nuovo Mondo .

Paola Cufari


Note e bibliografia

[1] T. Laichas, A Conversation with Kenneth Pomeranz, World History Connected October 2007

<https://worldhistoryconnected.press.uillinois.edu/5.1/laichas.html> (18 May 2020).

[2] K. Pomeranz, La grande divergenza, p. 62

[3] Ivi, p.47

[4] P. C. C. Huang, Development or Involution in Eighteenth-Century Britain and China? A Review of Kenneth Pomeranz’s “The Great Divergence: China, Europe, and the Making of the Modern World Economy” The Journal of Asian Studies, Vol. 61, No. 2 (May, 2002), pp. 501-538 Pubblicato da: Association for Asian Studies Stable.: Consultabile su: https://www.jstor.org/stable/2700299.

[5] K. Pomeranz, La grande divergenza, p. 17

K. Pomeranz, La Grande divergenza. La Cina, l’Europa e la nascita dell’economia mondiale moderna, Il Mulino, Bologna, 2012