Gronchi e la visita in Urss: l’incontro con Khrushchev

Gronchi e la visita in Urss: l’incontro con Khrushchev

La seconda parte dell’articolo sulla visita di Gronchi in Urss e le reazioni politiche al suo viaggio

Il rinvio della visita

L’incontro inizialmente previsto per il 7 i gennaio 1960 fu rinviato a causa della salute di Gronchi che in quei giorni ebbe una faringite e questo rinvio portò a diversi pettegolezzi tra i diplomatici dell’Urss e in Italia.

Alcuni ipotizzarono che la visita era stata rimandata per le forti pressioni del Vaticano ad esempio il giorno in cui Gronchi sarebbe dovuto partire il cardinale Alfredo celebrò una messa per la “Chiesa del silenzio” e nell’omelia il cardinale si scagliò contro i presunti cristiani che si prestavano a stringere «le mani grondanti di sangue» e «scambiare sorrisi ai novelli anticristi».

Questo rinvio conferì un significato diverso al viaggio presidenziale di Gronchi perché si sarebbe svolto dopo la visita di Adenauer in Italia e dopo la conferenza dei ministri degli Esteri dei sei.

Il visita di Gronchi e Pella in Urss

La visita venne rimandata di un mese il 6 febbraio  e partirono Gronchi, Pella e una nutrita delegazione. Nei giorni precedenti la stampa sovietica aveva dedicato numerosi articoli alla visita che davano risalto all’evento. Nella stampa non mancarono interviste a politici italiani di diversi schieramenti.

Gronchi arrivò a Mosca in tarda mattinata e ad accoglierli all’aeroporto di Mosca c’erano Voroshilov e Khrushchev.

Il primo breve discorso

Gronchi e Khrushchev tennero due brevi discorsi e il presidente sovietico ricordò che era la prima volta che un capo dello stato italiano si recava in visita ufficiale in Urss e si diceva certo che i colloqui avrebbero rafforzato i rapporti bilaterali tra i due paesi. La prima giornata si concluse con una cena al Cremlino.

I colloqui tra Khrushchev e Gronchi

Il secondo giorno vi fu l’importante incontro tra Gronchi  e Khrushchev nella dacia del leader sovietico fuori Mosca e su richiesta di Gronchi l’invito venne esteso anche al ministro degli esteri italiano Giuseppe Pella.

I colloqui si concentrarono sulle questioni internazionali come sicurezza, disarmo e la questione della Germania. Su questi temi vi fu un po’ di tensione tra Gronchi e Khrushchev soprattutto sulla consultazione della popolazione tedesca per arrivare ad una possibile riunificazione tra la DDR e la BRD. Momenti di tensione vi furono il 8 febbraio, dopo una battuta di Khrushchev in cui invitava ad osservare gli aspetti positivi del comunismo rispetto alla situazione italiana.

Khrushchev
Khrushchev

Gronchi e il secondo Giorno di colloqui

Questi temi furono al centro anche del secondo giorno di colloqui tra i rappresentanti dei due paesi. Il 9 febbraio venne pubblicato un comunicato congiunto in cui veniva sottolineato che italiani e sovietici avevano esaminato la situazione internazionale , scambiando i rispettivi punti di vista e trovando una intesa sulla necessità di salvaguardare la pace e nei principi della coesistenza pacifica e della non interferenza nelle questioni interne dei due stati.

Il ritorno in Italia e le ripercussioni politiche del viaggio

La sera del 9 febbraio la delegazione italiana visitò Leningrado e l’11 febbraio nel pomeriggio si imbarcò per l’Italia. All’arrivo in Italia il12 febbraio, Gronchi pronunciò un breve discorso in cui rivendicava l’utilità della sua trasferta e prese una netta posizione verso la campagna stampa che alimentava le polemiche attorno l’increscioso scontro dell’8 febbraio.

Il suo discorso non fu sufficiente a ridimensionare la polemica affinchè l’episodio non diventasse uno strumento di lotta politica. Il PLI colse il pretesto del “fallimento” della visita a Mosca per uscire dalla maggioranza e provocare la fine del governo Segni e bloccare il cammino verso il centro-sinistra. Si aprì quindi una crisi di governo complessa che portò al governo Tambroni.

L’immagine internazionale di Gronchi

La visita a Mosca ebbe un effetto positivo sull’immagine internazionale di Gronchi, che fino a quel momento era stato sospettato di voler portare l’Italia verso una politica terzomondista e neutralista. Sul piano dei rapporti bilaterali, la sfuriata di Khrushchev raggelò i rapporti tra due paesi e portò al richiamo dell’ambasciatore italiano Pietromarchi e fece rinviare la possibile visita di una personalità sovietica in Italia.

Un anno chiave del settennato di Gronchi

Il 1960 rappresenta quindi un anno chiave della presidenza di Giovanni Gronchi, dopo il viaggio in Urss che venne visto come un fallimento e i fatti del governo Tambroni del luglio 1960 portarono un ridimensionamento del ruolo di Gronchi come Presidente della Repubblica.

Negli anni successivi vi furono meno interventi sulla politica estera rispetto alla prima parte del suo settennato che aveva visto l’affermarsi di un nuovo modello di Presidente della Repubblica.

Bibliografia:

A. Salacone, La diplomazia del dialogo. Italia e Urss tra coesistenza pacifica e distensione (1958-1968), Viella, Roma, 2017

AA.VV. L’ Italia durante la Presidenza di Giovanni Gronchi, Giardini editori, Pisa, 1989

A. Varsori, F. Mazzei, Giovanni Gronchi e la politica estera italiana, Pacini Editore, Pisa, 2017

S. Cassese, Giuseppe Galasso, A. Mellloni, I Presidenti della Repubblica, Il Mulino, Bologna, 2018

A. Segni, Diario (1956-1964), (a cura di) S. Mura, Il Mulino Bologna, 2012

B. Bagnato (a cura di), I diari di Luca Pietromarchi. Ambasciatore italiano a Mosca (1958-1961), Fondazione Luigi Einaudi Torino, Studi, vol. 41, Leo S. Olschki editore, Firenze, 2002

Articolo precedente:

Gronchi e la visita in Urss: la discussione sul viaggio