De Gasperi e la sua sensibilità economica

De Gasperi e la sua sensibilità economica

Il pregiudizio sulla sensibilità economica di De Gasperi

Nel corso degli anni si è radicato il pregiudizio di un scarsa sensibilità di De Gasperi sui temi economici in modo particolare, tale idea, si affermò  dopo la svolta del 1947, quando fini il governo tripartito presieduto dal politico trentino e composto dal Psiup e dal Pci.

De Gasperi e la linea economica del suo IV governo

Nel IV governo De Gasperi nominò come Ministro del Bilancio e  vicepresidente del Consiglio dei ministri, il liberale, già Governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi, mentre il ministero delle finanze venne nominato dall’esponente della DC  di idee liberali Giuseppe Pella. La politica economica del governo prese il nome di linea Einaudi-Pella.

Le critiche di Togliatti e degli ambienti anglosassoni

Questa linea economica venne fortemente criticata non solo dai social comunisti, anche da Togliatti in alcuni articoli su Rinascita dopo la morte di De Gasperi , e anche dalle componenti più nuove del suo partito in modo particolare dal gruppo che si era formato attorno a Giuseppe Dossetti.

Questa idea, della sua scarsa sensibilità economica, era anche sostenuta e generalizzata a tutta la DC da alcuni ambienti anglosassoni che la definivano «almost innocent of economics», ma questo giudizio si estendeva all’intera classe politica italiana, che giudicavano limitata da una profonda «lack of technical competence».

Queste idee sulla sensibilità economica di De Gasperi trovano appiglio in alcune espressioni utilizzate dal politico trentino, anche per una sorta di civetteria, di «intende[rsi] poco di economia». Quindi si generalizzò questa immagine di De Gasperi quasi ingenuo  e distaccato sui temi economici subalterno ai suoi ministri come Einaudi e Pella. Nemmeno la pubblicazione nel 1956, a due anni dalla morte del politico trentino, di una testimonianza di Giuseppe Pella intitolata Sensibilità economica d Alcide De Gasperi che smentiva tale convinzione, non incise che in minima misura su questo pregiudizio.

Il rapporto tra De Gasperi e Paronetto

Sergio Paronetto

Questo pregiudizio è in parte smentito dal rapporto epistolare tenuto da De Gasperi con Sergio Paronetto, in cui emerge come De Gasperi frequentò sin dagli anni Quaranta le lezioni informali di economia che teneva Paronetto presso la sua abitazione a Roma a cui parteciparono molti uomini della cultura cattolica del periodo.

Successivamente in uno scambio epistolare del giugno 1944 tra De Gasperi, appena nominato ministro senza portafoglio del secondo governo Bonomi, e Sergio Paronetto vennero esaminate alcune questioni economiche come la causa delle sperequazioni nella circolazione monetaria  degli alleati, il possibile conflitto di competenze tra i ministeri economici e la possibilità di coordinare le politiche con un comitato tecnico comune.

Il rapporto con Einaudi

De Gasperi dimostrò un certo interesse per i temi economici anche nel rapporto epistolare con Luigi Einaudi anche se la differenza di preparazione tra i due sui temi economici è evidente. La volontà del politico della Democrazia Cristiana di nominare vice presidente del consiglio e Ministro del Bilancio un economista come Luigi Einaudi comportò una scelta di una certa politica economica e una fiducia sulle scelte e la linea dell’importante economista  piemontese.

Quando Einaudi divenne il primo Presidente della Repubblica eletto dal parlamento, continuò ad intervenire con lettere ai presidenti del Consiglio che si sono succeduti nel corso del settennato.

Il ruolo di Pella

Gli interventi del politico trentino sui temi economici sono maggiori nelle corrispondenza con Pella; in una lettera del 18 maggio del 1951 il politico trentino si dice preoccupato per la situazione economica in particolare della «strozzatura del credito»: in uno scambio epistolare dell’agosto dello stesso anno  i due affrontarono anche alcuni temi legati all’ O.E.C.E e ad un piano pluriennale per la maggiore occupazione in Italia.

Questi rapporti dimostrano come il politico trentino abbia avuto sempre un certo interesse per i temi economici fin dagli anni Quaranta nel rapporto con Sergio Paronetto e poi durante i governi da lui presieduti con consigli a Giuseppe Pella e dialogando con Einaudi

Bibliografia

P. Craveri, De Gasperi, Il Mulino, 2004

G. Fanello Marcucci, Giuseppe Pella. Un liberista cristiano, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007

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